sfondi myspace
Il giorno più bello? Oggi.
L’ostacolo più grande? La paura.
La cosa più facile? Sbagliarsi.
L’errore più grande? Rinunciare.
La radice di tutti i mali? L’egoismo.
La distrazione migliore? Il lavoro.
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento.
I migliori professionisti? I bambini.
Il primo bisogno? Comunicare.
La felicità più grande? ......Essere utili agli altri.

21 novembre 2008

INVERNO E LEGGENDE.

L'inverno per noi era magico. 3 figli, di modeste origini, che aspettavano il fine settimana per trascorrere qualche ora in più con il proprio Padre. Ricordo, con infinita malinconia, quel periodo, oramai così lontano, dove ancora il tempo ci univa, ignari della vita, affamati di curiosità. Il sabato, mio padre non lavorava, e noi già sapevamo che ci spettavano due giornate di puro divertimento in campagna, da quella Nonna così diversa dalle altre, che affettuosamente chiamavamo Nonna Campagna per distinguerla dalla Nonna che abitava in Città. La sua casa, era fatta di stanzoni enormemente grandi e con le mura molto alte. Quegli stanzoni da Caserma, servivano a suo tempo come camerette per i suoi 11 Figli. (mio nonno era Cavaliere di Braghetta). I pavimenti erano di color Grigio, e ci si poteva giocare con la bici o a biliardo tranquillamente, la nostra Nonna non ci sgridava per non rovinare un pavimento già logorato dal Tempo, e nessuno ci diceva di far silenzio, potevamo scatenarci a nostro piacimento. Vi era intorno tanto di quel Verde da perderti nella fantasia più fantastica. Questo noi facevamo. Nella montagna, dietro la casa, cera un macchina molto rotta, che noi utilizzavamo per inventarci delle storie che ci vedevano protagonisti di fughe e quant'altro viaggia nella fantasia di un bambino. Noi tre, aspettavamo con ansia la Notte, perché sapevamo che terminata la cena, la Nonna, con i nostri genitori, ci facevano sedere accanto al caminetto, per ascoltare le Leggende della nostra Terra. Immerso nei racconti, mio padre era solito arrostire il formaggio e il pane, che diventava croccante e bruciacchiato. Queste leggende, narravano dei Tesori nascosti, lu Siddaddu, così chiamato dalle nostre parti. Questo non era altro che un Grande Tesoro custodito da delle anime, che per potersi liberare da questo peso e poter andare in paradiso, dovevano lasciare il tesoro ad un loro prescelto. Il prescelto doveva essere coraggioso e fare esattamente quello che gli veniva richiesto, dopo essere entrato in possesso del tesoro, doveva lasciare qualcosa come pegno. Io e i miei fratellini, in gran silenzio, che nascondeva una paura mista di curiosità, sedevamo sempre uno accanto all'altro, aspettando la fine di una storia, per ascoltarne un'altra. Questi tempi sono finiti, non esistono più i momenti in cui i bambini sedevano accanto ai nonni per ascoltare questo genere di racconti, oggi non si ha più tempo per le banalità.

2 commenti:

  1. Mi hai aperto una porta nella memoria, mi sa che se non ti dispiace ci faccio un post pure io.
    Grazie Tesoro

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  2. tranquilla........anzi, almeno aggiungi qualkosa in più...tvb

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